Macondo - Storia di un luogo magico

Mauro Rostagno, Claudio Castellacci

Macondo apre a fine del 1977, in un momento di crisi della militanza politica giovanilista che ha segnato il tramonto delle organizzazioni extraparlamentari: il nome scelto da Rostagno non poteva non evocare il respiro utopico di un mondo che si sforzava di rinascere dalle proprie ceneri, quello di Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez. Macondo è stato un importante centro culturale e sociale, con ristorante e bar: si organizzavano mostre, concerti e iniziative artistiche, è stato un punto di ritrovo trasversale per giovani e artisti e il simbolo della fine dell'era della violenza politica degli Anni di Piombo. Venne chiuso dalle forze dell’ordine pochi mesi dopo la sua apertura a causa di problemi legali legati alla diffusione di materiale controculturale e al consumo di sostanze stupefacenti.
Il racconto è completato da brani dalla stampa dell’epoca, divisa tra condanna e difesa, gli attestati di solidarietà di intellettuali (Dario Fo e Franca Rame, Marco Boato, la rivista Re Nudo), una serie di testimonianze e la sentenza del Tribunale che ha condannato i soci a tre mesi con sospensione della pena per avere permesso il consumo di sostanze illegali nel locale.

 

Casa editrice: Re Nudo

Prezzo: €18