Áida, una ragazza moderna

Giulia Lievore

È passato un anno dalla caduta delle Torri Gemelle, l’euro è entrato da poco nelle tasche degli italiani, il Brasile vince il suo quinto Mondiale di calcio e ad Áida, di tutto ciò, non importa niente. Per lei è l’agosto dei diciannove anni, lo trascorre con la famiglia e la sua migliore amica. Il giorno del suo compleanno, Camilla le regala La campana di vetro di Sylvia Plath, libro che Áida continuerà a leggere e rileggere. L’ultimo giorno di vacanza Áida smette di essere una bambina: la violenza subita verrà interiorizzata alimentando tic nervosi e una sottile depressione. Una breccia nell’apatia viene aperta dal teatro e dal sogno di appartenere a quel mondo, doloroso e glorifico al contempo. La madre ha scelto il suo nome in onore dell’opera Aida di Giuseppe Verdi e una sera le confesserà che «Il sacrificio è la forma d’amore più grande che possa esistere». Áida si addormenterà con un dubbio: finire murata viva, e scomparire, come il personaggio di cui ha ereditato il nome, forse, non è un bel modo per amare. La storia si nutre dalla straziante testimonianza che Sylvia Plath dona con il suo unico romanzo; si colora dei toni della saga familiare descritta da Richard Yates in Easter Parade; delle atmosfere giocose e contemporanee di Coco Mellors in Cleopatra e Frankenstein e delle citazioni taglienti di Giada Biaggi in Comunismo a Times Square. La ricerca di un’identità femminile al di fuori dei canoni imposti, esplicata nel più alto dei casi da Virginia Woolf in Una stanza tutta per sé.

Casa editrice: Re Nudo

Prezzo: €16